Somatics: il movimento non invecchia!
La pratica di movimento di Somatics è stata ideata dal filosofo Thomas Hannah (1928-1990) per supportare le persone a ritrovare una connessione con il proprio corpo, rilasciando tensioni accumulate e sperimentando un movimento più libero, a qualsiasi età. La sua idea era che non esistesse un movimento dettato dalla vecchiaia, ma abitudini di movimento che nel tempo bloccano il corpo.
Somatics: ma da dove viene questa parola?
Nel vocabolario di Thomas Hanna Somatics fa riferimento alla parola SOMA, di origine greca, che significa corpo. Per Hanna però il corpo non si limita all’insieme di cellule che lo compongono, bensi è un corpo di vita, un corpo vivente che contiene in sé tutti i piani dell’essere umano: fisico, psicologico, emotivo, mentale ed energetico. Il lavoro sul SOMA è dunque un lavoro che parte dal corpo, perchè è la parte più stabile, tangibile, che non mente mai. Ma a partire dal corpo va ad influenzare anche le altre parti, come a dire che se il corpo sta meglio, è più libero e rilassato, anche le tensioni emotive e mentali si allentano e l’energia circola meglio. Questo caratterizza tutta l’attività fisica, ma Somatics aggiunge la consapevolezza, ovvero la capacità di portare attenzione nel qui ed ora del corpo che si muove. Già sentito anche questo? Sì lo yoga è molto vicino a Somatics come approccio, ma i movimenti sono più semplici e “fisiologici” delle asanas, e praticabili facilmente. Dunque lo yoga somatico? Potremmo in qualche modo definirlo così, ma soprattutto vi invito a provare gli effetti di Somatics sul vostro SOMA!
Uscire dal giudizio sul proprio corpo
La cosa che trovo meravigliosa nella pratica di Somatics è che non c’è un giusto e uno sbagliato. Le sequenze di movimento che vengono proposte hanno lo scopo di aumentare la capacità di percepire le varie parti del corpo e ritrovare nuove possibilità di movimento. Conducendo una sessione ripeto più volte che qualsiasi cosa venga percepita va bene, che l’importante non è fare grande o tanto, ma mantenere l’attenzione sul movimento che si sta facendo. Dunque la sessione di somatics dà un’occasione per stare con il proprio corpo senza che nessuno “corregga” o giudichi, ma godendosi il ritrovato contatto con la nostra parte fisica. Una meraviglia nella nostra società così performativa!
I princìpi base
Lentezza, piacevolezza, consapevolezza. Questi i tre princìpi base di Somatics, di cui il sistema nervoso ha bisogno per rientrare in contatto con il corpo e costruire nuove connessioni che permettano nuovi schemi di movimento, tono muscolare, percezione e immagine del corpo. Spesso stare nella lentezza non è semplice, e pensare di non dover faticare per raggiungere qualcosa di utile per noi è contro molte delle nostre convinzioni. Se pensiamo alla consapevolezza ci viene già poi l’ansia da prestazione…..
Ecco perché i tre princìpi base di Somatics mi piacciono tanto, perché ci fanno entrare già in una dimensione altra dal quotidiano stress, ci danno l’opportunità di sperimentare vissuti profondamente diversi che il nostro corpo memorizza nella sua banca dati di sensazioni. E piano piano, movimento dopo movimento ci accorgiamo che la lentezza è un’occasione per goderci il contatto con noi stess*, che la piacevolezza è un alfabeto a portata di mano e la consapevolezza si costruisce e ci prende per mano prima nella sessione e poi nella vita. Magia di Somatics! Movimenti semplici, alla portata di tutti, per il gusto di ritrovare radici nel nostro corpo.
L’amnesia senso-motoria
Se non ti ricordi di avere un terzo dito del piede non proverai mai a muoverlo e se non lo muovi mai non potrai percepirlo. Questo è un palese esempio di un’amnesia senso motoria che abbiamo tutti o quasi in quest’epoca e nel nostro mondo dove le scarpe portate molte ore al giorno ci fanno percepire il piede come un unico blocco. Se trasferiamo questo esempio a diverse parti del corpo, per esempio le vertebre, le scapole, le anche e via dicendo potremmo accorgerci che la connessione tra la nostra percezione e il movimento si è interrotta, e questo non ci permette di muoverci in modo libero e vario.
Nel suo lavoro con le persone con difficoltà motorie Thomas Hanna si è accorto che spesso il blocco nel movimento non derivava da un danno fisico effettivo, ma da un cattivo utilizzo del corpo e del movimento nel tempo. L’amnesia senso motoria ci porta dunque all’instaurarsi di abitudini di movimento che possono poi essere la base di tensioni e dolori diffusi.
La buona notizia è che possiamo invertire il processo! Attivando l’autopercezione corporea, facilitata dai movimenti lenti di somatics, possiamo ritornare a sentire, ampliare la nostra mappa immaginaria del corpo e creare così nuove possibilità di rilascio di tensioni e di movimento. Una grande opportunità alla portata di tutti quelli che hanno un corpo e una mente in grado di percepirlo……..gli esseri umani!
A chi è adatta questa pratica?
Desidererei dire che Somatics è adatto a tutti. Ma preciso. E’ necessario essere in un età in cui si è in grado di portare l’attenzione all’interno del proprio corpo e guidarla per un certo spazio di tempo. Non lo proporrei in maniera integrale quindi a bambini ed adolescenti, che hanno altre meravigliose potenzialità, ma chiedono metodi più ludici e dinamici (vedi ATB – yoga integrale per bambini e ragazzi). Tolta questa categoria direi che è adatto a tutti coloro che desiderano sperimentare maggior benessere nel corpo e nel movimento, e /o maggior leggerezza nella vita, uscendo da stati di stress cronico. Non è necessaria preparazione atletica, l’età avanzata o dolori fisici non sono impedimento, anzi si potrebbe trovare sollievo in questa pratica. Basta vestirsi comodi, essere disposti a stare per periodi più o meno lunghi ad occhi chiusi, in ascolto del movimento e della guida vocale dell’educatore somatico, sicuri che se non si forza e si sta nella piacevolezza qualche magia accadrà. Quindi è adatto a tutti coloro che vogliono darsi questa possibilità!


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