Le sequenze di movimento della pratica di Somatics, così come costruita da T. Hanna, hanno come obiettivo quello di disinnescare delle conformazioni tipiche comuni a tutti gli essere umani: i riflessi.

Secondo T.Hanna il sistema neuromuscolare reagisce in modo automatico attivando delle precise tensioni nei muscoli che presiedono alla protezione degli organi vitali o alla necessità di agire/reagire, ogni qualvolta si presenta un’emozione di base come paura, rabbia, tristezza.
La parte più antica del nostro cervello mammifero ha infatti delle reazioni immediate e non filtrate dalla corteccia prefrontale, ovvero la parte razionale e consapevole, di fronte a situazioni ed eventi che innescano il sistema detto “attacco/fuga”. Queste reazioni coinvolgono in pieno il sistema muscolare che si attiva, ma il problema è che una volta passata l’emozione la tensione muscolare si allenta ma non svanisce del tutto. Si accumulano così nel corpo strati di tensione che possono essere rilasciati solo con il processo di “pandicolazione”, ovvero di contrazione volontaria e rilascio graduale e consapevole dei muscoli stessi.

La pandiculazione è quel che fanno i neonati appena svegli, o i gatti prima di riavviarsi dopo un pisolino, e che potremmo fare tutti se ascoltassimo il corpo e lo lasciassimo muoversi liberamente e sbadigliare e sitarsi e darsi il tempo di sgranchirsi ogni qual volta ne ha bisogno. Ma non lo facciamo.
Ecco che allora i movimenti di Somatics vanno a pandicolare in modo sistematico i vari gruppi muscolari, corrispondenti agli schemi di base del nostro sistema neuromuscolare. Quali sono?
Il riflesso a luce rossa o di protezione
Si attiva ogni qual volta proviamo un’emozione di paura o uno stress che indica al nostro sistema che è necessario proteggere gli organi vitali.
Molti animali e anche vegetali hanno questo riflesso, che prevede una chiusura delle estremità del corpo verso il centro, un “rannicchiamento” , un “chiudersi a riccio”. Anche se non agiamo il riflesso in modo esteso e completo delle micro attivazioni delle spalle che si chiudono in avanti, dei muscoli addominali che si contraggono e bloccano il diaframma e la digestione, del bacino che ruota in avanti, dei femori che ruotano verso l’intero, e di conseguenza nel lungo periodo la testa che slitta in avanti, l’appoggio dei piedi è ruotato verso l’interno.

Il riflesso a luce verde o di azione
Il riflesso a luce verde è lo schema fisico che si attiva di fronte ad emozioni che spingono all’azione, come la rabbia o l’ansia, e allo stress derivato dalla tendenza o necessità di essere sempre performativi ed attivi.
Negli animali di verifica in situazione di attacco, con la spinta del petto in fuori, così come facciamo anche noi umani quando vogliamo sembrare grandi e forti. Attiviamo così la contrazione dei muscoli lombari, spingendo indietro il bacino e ruotiamo spalle e femori verso l’esterno. Spesso contraiamo la mandibola e i bicipiti, stringiamo i pugni.
Questa è la base su cui spesso si attivano dolori alla schiena e alla sciatica solo per fare alcuni esempi.

Il riflesso del trauma o torsione
Di fronte a situazioni particolarmente stressanti, lesioni fisiche traumatiche o emozioni molto dolorose, il sistema neuromuscolare reagisce andando in protezione della parte lesa.
Si verificano quindi delle rotazioni nella parte centrale del corpo, anche impercettibili, che vanno hanno la funzione di alleviare per esempio il carico o peso di una certa parte del corpo, per prevenire il dolore o ulteriori lesioni.

Tutti questi elementi possono diventare strutturali e determinare una certa postura, non equilibrata e statica, che va a sovraccaricare certi complessi muscolo scheletrici
Ed è per questo che insorgono in ciascuno di noi determinati dolori nell’apparato muscolo-scheletrico, che nel lungo periodo possono anche determinare delle problematiche organiche.
Ma la buona notizia è che queste tensioni si possono disinnercare attraverso il movimento di Somatics, riportando il corpo ad un maggiore equilibrio e flessibilità.
Come lavora Somatics sui riflessi in pratica
Per lavorare sul riflesso a luce rossa si lavora a pancia in sù, con movimenti di chiusura del corpo contraendo in modo conspevole muscoli addominali e ruotando gli arti verso l’interno, per poi procedere ad un rilascio consapevole.

Per lavorare sul riflesso a luce verde si lavora a pancia in giù, con movimenti di contrazione della catena muscolare posteriore e rotazione esterna delle spalle, per poi procedere sempre ad un rilascio graduale e consapevole.

Per il lavoro sul riflesso del trauma si lavora principalmente sulla contrazione delle fasce laterali e con varie sequenze di torsione che aiutano a riequilibrare i due lati del corpo.





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